STRETTO è la storia di un uomo in fuga. Un uomo che lascia i suoi vestiti lisi poggiati sull’ultimo pezzo di terra prima del mare, e si tuffa nell’acqua, nera, come la notte che ha intorno. Davanti a lui, a qualche chilometro, il prossimo pezzo di terra, distante un’ora di nuoto, un’ora di bracciate intense e disperate, un’ora di pensieri e storie che si alternano senza soluzione di continuità e diventano reali come i pesci, come le alghe, come le rocce. Ogni volta che la sua mano rompe la superficie del mare, ogni volta che il suo respiro si mischia al vento che trasforma l’acqua in musica, e diventa colonna sonora della sua traversata, affiora un ricordo, sfuma una visione, e lui continua indomito nel suo viaggio volontario e disperato. Il mare gli scorre intorno, dentro, lo culla, lo spaventa, lo accoglie. La meta è davanti a lui, inevitabile, sempre più vicina, sempre più nitida. Ma è davvero lì che vuole andare?
STRETTO è la storia di un uomo che attraversa a nuoto lo stretto di Messina, tre chilometri emezzo di braccio di mare, da sempre palcoscenico di partenze, di ritorni, di fughe, di leggende popolari, di miti, di giganteschi fatti storici e di piccole storie quotidiane, da sempre ispirazione di poeti e musicisti e cantastorie. Un luogo che ha il fascino prepotente della natura, un cuore che può continuare a pulsare solo se si preserva ciò che custodisce, solo se si ascolta quello ha ancora da dire, solo se non ci si scorderò mai che che la sua storia è la storia di tutti gli uomini e le donne che, nel corso dei secoli, hanno respirato, a pieni polmoni, insieme al suo mare.